venerdì, marzo 29

La chiave del tempo

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Titolo originale: Juliet
Autore: Anne Fortier
Anno: 2010
Data pubblicazione: 04/2011
Editore: Sperling Paperback
Traduttore: N. Grill
Pagine: 576
ISBN: 9788860617101
Voto: 5/5 stelle anobiiane 

Trama

Alla morte di zia Rose, Julie riceve in eredità una misteriosa lettera: "Vai a Siena. Questa è la chiave di una cassetta di sicurezza. Tua madre l'aveva in tasca quando è morta". Julie non può far altro che partire, spinta dal bisogno di saperne di più. Nella cassetta, però, non trova risposte, ma solo un taccuino logoro, un albero genealogico e una vecchia copia di Romeo e Giulietta. Indizi che la portano a ricostruire una tragedia realmente accaduta a Siena nel 1340: quella di Romeo Marescotti e Giulietta Tolomei. La stessa tragedia che ispirò l'immortale capolavoro di Shakespeare e che, in un appassionante alternarsi di presente e passato, Anne Fortier riporta in vita, legando alla vicenda dei celebri amanti il sorprendente destino della sua indimenticabile protagonista.

Recensione

It's what we call a dolce pazzia..a sweet madness. Once you feel it, you will never want to leave it.
"Tutte le storie iniziano allo stesso modo, non c'è niente di nuovo sotto la Luna: affinché una stella si spenga, un'altra deve illuminarsi"..così recita il prologo del musical di Roméo et Juliette; così sembra cominciare anche la storia d'amore forse più celebre al mondo. 
Parlando di Shakespeare due punti sono fondamentali per capire il significato delle sue opere: 1) il discorso - vecchio come il mondo - riguardo la vera paternità delle opere, ovvero chi potrebbe essere il vero nome nascosto dietro quello che sembra essere solo un semplice attore analfabeta chiamato Will Shakespeare; 2) da dove/chi le suddette opere traggono davvero ispirazione. Il secondo, per l'appunto, segna la fase di partenza della ricerca condotta da Anne Fortier e dalla madre Birgit Malling Eriksen.

Il libro si divide in due parti: il racconto che si svolge ai giorni nostri e quello nella Siena del 1340. Ai giorni c'è Julie Jacobs, donna instabile che non sa programmare la sua vita se non di settimana in settimana, si sposta di continuo in giro per gli States, ha scelto di non avere un posto fisso per paura di non portare a termine un progetto fino alla fine; l'unica sua occupazione è gestire un campo studio dedicato a Shakespeare per ragazzini durante l'estate. E' intelligente e perspicace, generosa e buona, ma spesso e volentieri si lascia deridere dalla sorella gemella Janice, esatto opposto caratterialmente, che non perde occasione di metterla in imbarazzo e farla chiudere nel suo guscio. Ovviamente adora Shakespeare e la storia di Romeo e Giulietta sopra ogni altra cosa. Alla morte della zia, la giovane viene a sapere di una strana eredità che si trova a Siena, lasciatale dalla madre, e decide di prender parte alla più grande avventura della sua vita, spinta sempre più nel mondo delle ombre fino a giungere a terribili segreti che le cambieranno la vita..

Nella Siena del 1340, invece, due famiglie combattono da generazioni per il potere e la supremazia sulla città: i Tolomei e i Salimbeni. Il loro è un odio cieco, senza riserve e senza tregue..così feroce a portare ad una guerra civile tra senesi, così crudele da spargere sangue nella casa del nemico uccidendolo nel sonno. E' questa la triste sorte che tocca Giulietta e Giannozza, della famiglia Tolomei, sorelle gemelle e uniche sopravvissute al terribile massacro che ha colpito la loro casata; in particolare Giulietta viene salvata dal suo caro amico Frate Lorenzo che, fingendo di dover riportare le spoglie di un monaco morto in città, riesce a farla entrare a Siena dalla campagna per affidarla alla protezione dello zio. Si dice essa sia di una bellezza rara, caratterizzata soprattutto dai grandi occhi blu e luminosi come rubini. Tuttavia il loro cammino verso la città viene ostacolato dai Salimbeni stessi, i quali dichiarano di detenere il potere in città e di non poter lasciare passare nessuno senza un pegno; ma la loro opposizione è bloccata da un altro gruppo di giovani uomini, capeggiato da Romeo della famiglia Marescotti, che aiuterà il monaco e la ragazza a fuggire. Credendo che la ragazza nascosta nella bara fosse davvero morta, Romeo, conosciuto come donnaiolo e non esattamente il ritratto della pudicizia, viene preso dallo sconforto profondo, essendo convinto, dopo un solo sguardo, che quella donna poteva essere il suo vero amore. Una volta scoperto che la giovane non è realmente morta, dopo un incontro in casa Tolomei durante un ballo, Giulietta - la quale in principio crede di potersi servire di Romeo solo per vendetta contro i Salimbeni - s'innamorata perdutamente di lui e vorrebbe tanto sposarlo. Ma lo zio l'ha già promessa al Signor Salimbeni, come sigillo da riporre sulla futura pace tra le due famiglie..
...and whether or not we had now paid our dues, he was my blessing, and I was his...
La storia dei Romeo e Giulietta senesi, così come quella dei loro alter-ego moderni, è a dir poco commovente ed intrigante allo stesso tempo. Quella ricostruita dall'autrice - la quale, che io sappia, non fu esattamente la prima a parlare di questa vicenda, ma di sicuro la prima a riportarla alla luce - emana un fascino incredibile, uno di quelli che, una volta entrati nel vivo della trama, ti tiene incollato alle pagine e ti convince a continuare a girarle senza sosta per il bramoso desiderio di sapere cosa succederà dopo. 

Gli avvenimenti ripresi da Shakespeare, si dice, sarebbero stati volutamente cambiati per evitare qualsiasi richiamo alla reale tragedia avvenuta poco più di un secolo prima: cambia la città, cambiano i nomi, cambiano in parte i sentimenti e le azioni dei protagonisti; qui non sempre troviamo le parole e l'atmosfera romantiche del Bardo, ma cioè non fa altro che esaltare la durezza degli eventi medievali, costringendoci, comunque, ad andare avanti con un fazzoletto stretto tra le mani fino alla fine.

Personalmente dico che un libro non aveva questo effetto su di me da parecchio tempo; sarà che amo come Julie (sarà il nome?) la storia di Romeo e Giulietta, o magari sarà la forza della trama incalzante che non mi faceva staccare gli occhi fino alle tre di notte, o forse ancora sarà la capacità della Fortier e il fondamento delle sue fonti a farmi desiderare di arrivare subito alla fine per sapere la verità e lasciarmi sospirando tristemente per averlo finito troppo presto. Sta di fatto che ho divorato quasi 600 pagine in soli tre giorni e non riesco a smettere di consigliarlo a tutti, non solo agli amanti di Shakespeare. 
La scrittura della Fortier è coinvolgente ed è visibile quanto sia stata ben studiata nei termini, quantomeno dalla traduttrice italiana (ho ordinato la versione originale per verificare quella di lei stessa): il linguaggio medievale - eccetto la presenza di moderne parolacce - è ben curato e appropriato, così come quello moderno che presenta termini volutamente arcaici o poco usati, come per ricostruire nell'immaginario del lettore l'atmosfera della Siena di ieri ed oggi, preservandone e risaltandone soprattutto il suo fascino di città ancora fortemente ancorata al passato, e mostrandone, inoltre, tutta la sua stuzzicante bellezza.

Interessante fare anche un paragone tra le due città sfondo della tragedia amorosa: Siena e Verona. Sembra quasi fatto di proposito la scelta di Siena dove, tutt'ora, la città è divisa in zone e contrade contraddistinte dagli stemmi delle casate più longeve che ancora sopravvivono..riferimento già di base "appropriato" a ciò che accadde, al contrario di Verona che lo divenne per l'immaginario comune - il motivo della scelta del Bardo non si sa, se non, come si dice in giro, per una lontana origine da parte di madre o per un semplice amore per la città. 
In breve, tutta la narrazione condotta e raccontata egregiamente dalla Fortier - quasi come fosse una favola letta prima di addormentarsi - fanno sì che non si possa più leggere la storia di Romeo e Giulietta come si è sempre fatto..almeno, io di sicuro non ci riuscirò più. E, in qualche modo, ne sono anche davvero felice.

Parlando con la scrittrice stessa tramite Facebook, inoltre, ho scoperto che si sta lavorando anche alla realizzazione di un film; attualmente pare ci sia solo la sceneggiatura pronta, ma che presto si avranno nuove notizie a riguardo. Questo libro mi ha lasciato talmente emozionata e felice che, appena finito, avevo subito voglia di rileggerlo - ed ora non vedo nemmeno l'ora di vedere come sarà il film (n.b.: l'autrice ha dichiarato che le piacerebbe Raoul Bova come Alessandro, o forse addirittura che la cosa potrebbe essere già ufficiale. La scelta non mi sembra del tutto appropriata, ma il personaggio l'ha creato lei, ergo..). Speriamo, come ogni caso di libro adattato al cinema, che non deluda le aspettative e non uccida il bel ricordo che il libro lascia indelebilmente nel cuore.

Per concludere e convincervi del tutto, v'invito a seguire un bellissimo itinerario storico-letterario, tracciato personalmente dall'autrice sul suo sito, nella Siena dei giorni nostri con i suoi incantevoli richiami all'antico, passeggiando ed esplorando anche i luoghi più intimi e segreti che il libro presenta --> tour.
“If you let go of me now,” I whispered, stretching against him, “it could be another six hundred years before you find me again. Are you willing to take that risk?” 


mercoledì, marzo 20

Qualità o Quantità?

Oggi parliamo di musicals (...che novità!).


Parliamo di Romeo e Giulietta - giusto perché di solito non parlo d'altro. :')
Uno tra i miei primi amori musicali è stato Roméo et Juliette, scritto e musicato da Gérard Presgurvic, che dal 2001 ha fatto il giro del mondo - non solo come tour della produzione originale francese, ma anche, e soprattutto, come traduzione (giusto per citarne qualcuna, è stato tradotto anche in lingue come il coreano, l'ungherese, olandese, rumeno, oltre alle principali lingue europee e tante altre ancora). In Italia la prima traduzione è stata presentata..IERI. Non ci dovrebbe più stupire: gli italiani sono sempre gli ultimi nel campo del teatro musicale. R&J è solo uno dei tanti nomi sulla lista infinita di musical tradotti in tutto il mondo, eccetto in italiano..ma in questo caso non possiamo far altro che far valere il detto "Meglio tardi che mai".

Citiamo anche il fatto che molti non lo fanno (o credono che non si faccia per questo motivo..o forse ci sperano?) perché si ha una terribile paura delle traduzioni italiane. In tutto il mondo la parola chiave è rispetto per il lavoro originale, e di conseguenza delle aspettative del pubblico che, conoscendo la versione originale, sperano fortemente che la traduzione non venga stravolta, tenendo anche presente che ogni produzione vuole lasciare la sua "impronta" e distinguersi a modo proprio.
....Gli italiani hanno un concetto tutto loro anche di originalità (senza offesa, eh!).
Qualcuno però dovrebbe far santo Vincenzo Incenzo! Quando hanno pubblicato il video della presentazione di Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo ieri mattina, avevo la pelle d'oca, un pò per l'emozione e un pò per la paura di quello che avremmo sentito. Hanno cantato solo cinque tra le più famose canzoni, ma dire che sono soddisfatta della traduzione è dire poco: non stravolge il senso originale, non ci sono assurde rime come in altre produzioni (..*tossisce* vedi Cocciante... *tossisce*), speriamo non ci siano nemmeno tagli di canzoni minori come avvenuto in altre produzioni.

Ma sto divagando! Vi starete chiedendo cosa c'entra il titolo del post con tutto questo..quindi arriviamo al punto.

La nuova produzione di R&J a teatro non è l'unica novità riguardante i due giovani amanti di Verona, famosi in tutto il mondo: da circa un anno circola anche la notizia di un nuovo film di prossima uscita! Per la regia di Carlo Carlei, il nuovo film (che pare - e sottolineo pare - d'impostazione fedele al libro, ergo non moderno come quello del '96 con Leonardo di Caprio e Claire Danes, ma più simile a quello di Zeffirelli) si sta facendo desiderare con non poca eccitazione da parte dei fan del fandom. Fino a qualche mese fa circolava la notizia che sarebbe uscito ad inizio del 2013, ma ancora oggi non ci sono novità a riguardo; su Tumblr è come la corsa all'oro, chi pubblica una nuova foto dal set scatena l'eccitazione generale e la speranza che manchi poco, quando in realtà non c'è un minimo accenno ad una data ufficiale.

Il punto della mia riflessione parte da queste due foto:


Nella prima foto Hailee Steinfeld (16) e Douglas Booth (20) protagonisti del film di Carlei; nella seconda Davide Merlini (20) e Giulia Luzi (19) protagonisti del musical Presgurvic in Italia. Tra parentesi, a scanso di equivoci, sono indicate le loro attuali età. La mia riflessione espressa nel titolo parte dalla domanda che è cominciata subito a girare in entrambi i casi, parlando dei protagonisti: "Ma non saranno troppo giovani?". Ed è proprio qua che cadono tutti nel tranello!

Nell'opera Shakespeariana si parla di due giovani amanti, lui di circa 16 anni e lei appena 13, ma in tutte le edizioni di Romeo e Giulietta (che fossero film, musical, tragedie, o quant'altro) sono sempre stati rappresentati da attori e attrici molto più grandi, che si mostravano - più o meno - più giovani rispetto l'età anagrafica. Ciò ha fatto sì che nell'immaginario comune, e non solo, si contasse più sulla qualità dell'attore/attrice e non sulla quantità dei loro anni, lasciando tutti interdetti quando il valore delle due cose viene ribaltato. Eterno dubbio, ergo, diventa: quale delle due dovrebbe prevalere? Quale ha più diritto sull'altra?

La prima Juliette del musical, la favolosa Cécilia Cara aveva appena 17 anni quando prese parte al progetto ma mostrava già una voce portentosa e sublime, così come Damien Sargue che ne aveva 20 (che quell'uomo, a mio parere, abbia bevuto un elisir di eterna giovinezza poi è un altro conto); al contrario l'attuale Juliette della produzione/tour francese Joy Esther ha preso il ruolo a 22 anni, mostrando il corpo di una donna con la voce da bambina (..de gustibus), e continua tutt'ora che ne ha 28. Anche Claire Danes nel film di Luhrmann ne aveva soltanto 17, mentre Leonardo di Caprio già 22. I più vicini, però, ai personaggi originali rimangono Leonard Whiting e Olivia Hussey del film di Zeffirelli che avevano, rispettivamente 17 e 16 anni..non c'è da stupirsi che quasi tutti li considerino i veri Romeo e Giulietta, oltre per la perfezione con la quale incarnano i due giovani e la loro grande passione.

Dando uno sguardo a tutte le altre versioni del musical, eccetto, per esempio, nella versione austriaca, i due protagonisti oscillano tra i 25 e i 30 anni. Gli stessi protogonisti del 2001 in Francia, tutt'ora presenti (chi andato via da poco, chi viene dal revival del 2010), sono sui 30 anni, /ri/chiamati, naturalmente, per dare una continuità al pubblico che li ha tanto amati nei primi anni. E lì la riflessione affonda il coltello nella famigerata piaga: continuità per qualità o novità per quantità? Quale sarebbe la strada giusta da seguire? 
Ho volutamente escluso il punto sul talento, al di là dell'età..la mia riflessione verte sulla presenza del personaggio in scena - conseiderando, quindi, soprattutto la sua fedeltà al personaggio originale del libro o di quel che sia - (punto sul quale sono diventata particolarmente sensibile dopo quasi due anni di Roleplaying - lo confesso!).

Opinioni?