lunedì, dicembre 12

Opere moderne a teatro..favorevoli o contrari?

Evito di ripetere le solite cose sul fatto che mi dispiace da morire lasciare troppo spesso questo spazio abbandonato..è sempre nel mio cuore nonostante tutto, credetemi, e non ho intenzione di eliminarlo solo per la mia incostanza - con lui morirebbe una grande parte di me, anche se appare spesso silenziosa a voi "pubblico dei miei pensieri". Passiamo alle cose importanti. Questa volta vi propongo un argomento diverso dai libri, un'altra mia grande passione a cui faccio - come avrete notato - sempre e comunque riferimento in qualche modo, ma adesso sarà un discorso dedicato esclusivamente a questo: si, sto parlando dei miei amati musical!


L'altro giorno m'è ritornata alla mente una vecchia riflessione, che ho potuto costatare "dal vivo" soltanto negli ultimi due giorni. Ogni tanto qualcosa di carino viene rappresentato anche in questa città - incredibile, ma vero! - per cui questo week-end ho avuto la possibilità di vedere due musical a teatro; non due qualunque, ma due grandi opere..letterarie: I promessi Sposi (con il libretto di Gianmario Pagano) e La Divina Commedia (libretto di Michele Guardì). Più di una persona ha storto il naso quando ho detto cosa andavo a vedere a teatro: trattasi, appunto, di opere letterarie portate a teatro, ma non come semplice drammi ma come Musical! Impensabile? Impossibile? Inconcepibile?


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I PROMESSI SPOSI - OPERA MODERNA


Cast
Lucia: Noemi Smorra
Renzo: Graziano Galatone
Don Rodrigo: Giò di Tonno
Don Abbondio: Antonio Mameli
L'Innominato: Vittorio Matteucci
La Monaca di Monza: Lola Ponce
Fra' Cristoforo/Cardinale Borromeo: Christian Gravina
Agnese: Paola Lavini


Dieci protagonisti, dieci comprimari, quaranta ballerini, coro di quaranta persone che cantano dal vivo sulle basi di una grande orchestra sinfonica; una spettacolare scenografia con tre grandi palcoscenici ruotanti su un fronte di quaranta metri, costumi e scenografie da grande teatro musicale. Con questi elementi viene proposto uno Spettacolo che celebra il più grande romanzo italiano con continui rilanci all'attualità dei temi affrontati nel testo originale. Il mondo dei Promessi Sposi ripropone le eterne questioni dell'Amore, del Potere, della Giustizia, della Fede.
Così viene presentata l'Opera - riferendosi, naturalmente, all'allestimento originale (qui non abbiamo di certo quaranta metri di palcoscenico dove poter rappresentare una cosa del genere!); ho inoltre segnato qui il cast originale, rimasto quasi del tutto invariato eccetto in qualche caso, come Lola Ponce sostituita da Rosalia Misseri. Voci meravigliose, da esperta (e conoscente degli attori in questione) direi che l'opera sia stata scritta per QUELLE voci, non come tipo di tonalità ma proprio come attori: indimenticabili, infatti, Graziano Galatone, Giò di Tonno e Vittorio Matteucci dopo Notre Dame de Paris..chi meglio di loro e delle loro magnifiche voci poteva interpretare personaggi come Renzo, Don Rodrigo e L'Innominato? Voci che ti fanno sciogliere se legate ad altre magnificenze tonali come quelle di Christian Gravina e Rosalia Misseri.


La prima volta che vivi l'opera non rimasi del tutto convinta, probabilmente non mi convinse la diretta fatta su Rai1 l'anno scorso, o forse dovevo vederla dal vivo - poter sentire i miei idoli dalla quarta fila del teatro - per apprezzarli davvero e sentirli vivi nella mia mente e cuore. Bellissimo spettacolo, messa in scena davvero riuscita bene nonostante la troppa differenza con teatri come l'Arena di Verona o San Siro (mausoleo del teatro musicale moderno ormai), scenografie ben fatte e, ancora una volta ripeto, voci che ti fanno vibrare l'anima e ti fanno venire voglia - o almeno con me ci sono riusciti - di riprendere il libro tanto odiato a scuola per rileggere i versi del Nostro. La storia è nota a tutti - alzi la mano chi non l'ha odiata o comunque avuto difficoltà a digerirla! Confesso che io stessa sono una di quelli che non l'amava particolarmente, ma sono anche la prima ad essere rimasta entusiasta appena ricevuta la notizia della nascita di questo musical e felice dopo averlo visto. Il cd di ricordo era il minimo - in questo momento sta andando "Non s'ha da fare", inutile aggiungere altro.
Sei tutte le parole, ma questa sola basta:
Amore, amore, amore, amore..
Come dire acqua, terra, sole, luna.
Amore, amore, amore..amore mio...





LA DIVINA COMMEDIA 





Cast
Dante: Vittorio Matteucci
Beatrice: Stefania Fratepietro
Virgilio: Lalo Cibelli
Caronte: Fabrizio Flamini Reguis
Francesca: Manuela Zanier
Pier delle Vigne/Arnaut: Alberto Mangia Vinci
Ulisse/Manfredi: Alberto Lupo Janelli
Ugolino/San Tommaso: Vittorio Bari
Pia de' Tolomei: Noemi Smorra


"La Divina Commedia", opera musicale basata sull’omonimo poema di Dante Alighieri, racconta il viaggio del Sommo Poeta alla ricerca dell'Amore. Prologo e discesa all'Inferno nel Primo Atto; ascesa al Purgatorio e salita al Paradiso nel Secondo. Un susseguirsi di incontri con personaggi straordinari: i dannati e i beati più famosi della storia entrati nell’immaginario collettivo, presentati in un’indimenticabile e suggestiva cornice.
Naturalmente non è possibile rappresentare tutte le cantiche complete, ma sono state scelte solo alcune scene tra le più rappresentative della maestosa Opera letteraria, come ad esempio: Caronte, Paolo e Francesca, Pier delle Vigne, Il conte Ugolino, Ulisse, Pia de' Tolomei; anche in questo caso ho segnato il cast originale, per vedere quello del nuovo tour 2010/11 basta cliccare qui. Personalmente ho trovato molto bello l'adattamento dei versi in musica, molto coinvolgenti, ma sono rimasta non poco delusa da un paio di cose: la prima, ma a questo purtroppo non c'è rimedio, è stata quella di non vedere il grandissimo Vittorio Matteucci nei panni di Dante (mancanza rimediata grazie al cd), in quanto impegnato con il tour del poco prima citato musical dei Promessi Sposi. La seconda cosa, grande delusione, è stato l'adattamento scenico. 


C'è un motivo se l'opera viene chiamata "kolossal teatrale", ed è riferito al suo debutto nel 2007 a Roma con un adattamento davvero mai visto prima: è stato costruito un cosiddetto Teatro Tenda allestito ad hoc per lo spettacolo, con un impianto scenico di 24mt x 24mt con anello mobile inclinato del diametro di 18mt e gigantesche proiezioni sullo sfondo. Quando ho letto questo sul sito sono passata da un iniziale stato di shock, alla pura invidia per quelli che hanno potuto assistere in diretta a questo spettacolo sovrannaturale, fino alla triste constatazione del perché in un teatro di sole 22 file con un palco che sarà al massimo 15mt non era minimamente possibile riadattare un'opera del genere - anche e soprattutto, con un altro tipo di scenografie, più rudimentali. Ciò sminuisce di molto la rappresentazione, ma resta il fatto che rivivere Dante così è sicuramente una cosa che non si vede tutti i giorni, un modo piacevole di ripassarlo - come l'ha definito una signora seduta accanto a me. Mentre scrivo, adesso ascolto le parole di Pier delle Vigne:
L'invidia, la puttana che non toglie mai gli occhi dalla casa dei potenti, infiammò contro di me gli animi di tutti, finché l'unico Signore che amavo, credette che fossi un traditore. 
 
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Non mi soffermo oltre sul mio commento come recensione perché non voleva essere un'analisi, il punto che mi interessa è un altro, la riflessione di cui parlavo ad inizio post. Ancora per molti è così inusuale che un'opera letterario di questo genere venga messa in scena sotto forma di musical e ancora lo sarà, come qualsiasi novità ha bisogno di tempo per essere accettata e compresa come merita (non solo in positivo). La mia riflessione domanda è: che importanza può acquisire un'opera letteraria, di grande valore culturale, se potata a teatro? Questo la svalorizza o, al contrario, la innalza ancora di più? Il primo punto a suo favore, personalmente mi viene naturale pensarlo, è rivolto ai giovani. Sempre meno giovani vanno o conoscono il teatro, quindi questo potrebbe essere un doppio stimolo per le nuove generazioni: per tornare a popolare i teatri e per ampliare anche il bagaglio culturale-letterario. Durante la rappresentazione dei Promessi Sposi mi sono stupita di non vedere nessuno della mia età (per scoprire a fine spettacolo che erano tutti in galleria, probabilmente per il prezzo - altro punto che andrebbe seriamente valutato, o meglio accordato, per stimolare le nuove generazioni), come non ce n'erano per La Divina Commedia, anche se essendoci andata di domenica sera, spero vivamente che le rappresentazioni mattutine che sono state organizzate solo per le scuole (iniziativa lodevole e per niente scontata nei teatri) siano state molto più affollate.

Personalmente mi piace molto l'idea, queste due non sono le prime opere e non saranno le ultime, ma non sono ancora del tutto decisa riguardo all'importanza di esse se viste con gli "occhi" dell'opera originaria. Potrebbe essere davvero un'idea totalmente innovativa a livello didattico, ma mi chiedo anche cosa penserebbero Dante, Manzoni, Hugo vedendo tutto questo. Se potessi scegliere la prossima opera, confesso che mi piacerebbe vedere un musical tratto dal Don Chisciotte magari, con tutto il massimo rispetto per il mio caro Cervantes. 

E voi cosa pensate a riguardo? Al solito non voglio condizionare nessuno, però vi lascio uno spunto di riflessione. Due scene tra le mie preferite: da I Promessi Sposi la conversione dell'Innominato, interpretato da due magnifici Vittorio Matteucci e Christian Gravia (io mi stavo sciogliendo in lacrime quando li ho sentiti dal vivo); da La Divina Commedia il canto di Francesca da Rimini, semplicemente perché lo adoro!




4 commenti:

  1. Io non ci vedo niente di male, anzi tutto di bene in una trasposizione musicale...non sono del partito "i mostri sacri non si toccano"...io invece credo che un capolavoro sia tale se possa esprimersi sempre al meglio in modo versatile e poliedrico...inoltre il musical potrebbe in qualche modo avvicinare qualcuno di noi, come la sottoscritta, che ha vissuto queste due opere a volte più come un'imposizione che come un piacere e una possibilità...
    besote mi querida! a presto! ^_^

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  2. Ho visto I Promessi Sposi la notte di Capodanno ad Agrigento, la motivazione che mi ci ha portato era vedere Vittorio dal vivo, perchè sono una sua fan dai tempi di Frollo...
    Parlando di Opere Moderne in teatro mi dichiaro favorevolissima!!! Ho visto Notre-Dame, Tosca-Amore disperato, Dracula e ho ascoltato La Divina Commedia e Giulietta e Romeo.
    A me è successa la stessa cosa...ne ho parlato proprio l'altra sera con Vittorio (ebbene sì sono riuscita a parlargli)...ho letto Notre-Dame de Paris, il libretto della Tosca di Puccini, Cyrano de Bergerac, L'inferno e metà del Purgatorio, ho appena iniziato Dracula e intendo leggere anche I Promessi Sposi. Come ho detto a lui, ho deciso di rileggerli per scoprire i "suoi" personaggi originali!
    Credo che portare dei grandi classici in teatro sotto forma di Musical o Opera Moderna avvicini il pubblico a quelle opere che si tende a snobbare perchè imposteci a scuola.
    Come dice Vittorio...noi Italiani abbiamo inventato L'opera lirica, ma non siamo risciti a farla crescere nella sua naturale evoluzione che è il Musical e l'Opera in senso moderno, cosa che invece sono riusciti a fare Americani e Inglesi...ma adesso pian piano ci stiamo riprendendo e devo dire che con Tosca, Divina Commedia e I Promessi Sposi stiamo recuperando alla grande!
    Concordo sulla delusione riguardo gli allestimenti "ridotti" dovuti agli spazi, I Promessi Sposi hanno perso parecchio dal debutto a San Siro...perchè la struttura girevole, il grande palco permetteva una grandiosità nella scenografia che credo sia irripetibile...ho persino rimpianto la mula assente! :)
    Infine confesso il mio sogno...che venga portata in scena l'Odissea (ovviamente con Vittorio che interpreta Ulisse!), che è la mia opera preferita sin da quando la lessi la prima volta a 12 anni! :)

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  3. Ciao! Sei stata appena insignita del 'Versatile Blogger Award' ! E' una cosina simpatica... un piccolo tributo al tuo bel blog. Se vuoi saperne di più guarda qui:

    http://solaris-film.blogspot.com/2012/01/versatile-blogger-award.html

    Non m'importa che prosegui nel gioco... solo se ti va di farlo. E' un modo per conoscersi e farsi conoscere.
    Un caro saluto.

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  4. Non lo so, purtroppo a teatro non vado molto per mancanza di tempo. Quando posso preferisco il cinema. Comunque...divagazioni a parte, io sono per lasciare "le cose come stanno", ovvero per non andare a toccare troppo i classici.

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