martedì, giugno 14

I miei libri sono i miei ricordi.. #1

"I miei quadri sono i miei ricordi" diceva Marc Chagall..i miei ricordi li conservo in altro modo, mi dicevo l'altra sera: li lascio tra le pagine di un libro, sempre a portata di mano ogni volta che lo desidero, basta aprirli e sfogliare..ho pensato di aprire questa nuova sezione del blog con i ricordi più belli di libri che leggo, quelli che mi sono rimasti nel cuore, che ricordo con piacere o che semplicemente mi strappano un sorriso (o una lacrima, perché no?) ogni volta che ci ripenso. Per motivi di studio ultimamente non sono molto costante nell'aggiornamento del blog, mi ero ripromessa di recuperare dopo l'esame ma non so ancora fino a che punto ciò sarà possibile, comunque spero di essere più frequente nell'aggiornamento delle mie memorie.



Per chi, come me, sogna che la vita sia come un viaggio, ogni tanto si sente un po' cinico e il sarcasmo proprio non lo manda giù. Per chi è un po' impaziente, un po' polemico e per chi ha voglia di divertirsi. Per chi è contento quando piove, perché si concede una lacrima per non piangere da solo. Per chi ha la testa dura e dei valori, per chi non si vergogna di tirarli fuori. Per chi è innamorato di almeno una cosa nella vita. Per chi come me è un po' scettico. Per chi, come me, cerca ancora la sua strada e ogni tanto si domanda se sta cercando qualcosa che esiste davvero. Se la verità fa male più di tanta ipocrisia che sia meglio perdonarsi che voltarsi e andare…via..
(Se una notte d'inverno un viaggiatore - I. Calvino)


Fuori albeggiava, il cielo era spennellato d'oro e il paesaggio disteso ai nostri piedi luccicava appena lavato dalla pioggia. Volammo sopra valli e montagne e scendemmo finalmente nel bosco delle antiche sequoie, dove la brezza soffiava tra i rami e un uccello audace sfidava l'inverno col suo canto solitario. Paula m'indicò il torrente, vidi rose fresche sparse sulla riva e una polvere bianca di ossa calcinate sul fondo e sentii la musica di migliaia di voci sussurrare tra gli alberi. Sentii che mi stavo immergendo in quell'acqua fresca e seppi che il viaggio attraverso il dolore finiva in un vuoto assoluto. Sciogliendomi ebbi la rivelazione che quel vuoto è pieno di tutto ciò che contiene l'universo. È nulla e tutto nello stesso tempo. Luce sacramentale e oscurità insondabile. Sono il vuoto, sono tutto ciò che esiste, sono in ogni foglia del bosco, in ogni goccia di rugiada, in ogni particella di cenere che l'acqua trascina via, sono Paula e sono anche me stessa, sono nulla e tutto il resto in questa vita e in altre, immortale..
(Paula - I. Allende)


Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell'istante in cui Aureliano Buendia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra.
(Cent'anni di solitudine - G. García Márquez)


E la bellezza non è un bisogno, ma un'estasi. Non è una bocca assetata, né una mano vuota protesa, ma piuttosto un cuore bruciante e un'anima incantata. Non è un'immagine che vorreste vedere, né un canto che vorreste udire, ma piuttosto un'immagine che vedete con gli occhi chiusi, e un canto che udite con le orecchie serrate. Non è la linfa nel solco della corteccia, né l'ala congiunta all'artiglio, ma piuttosto un giardino perennemente in fiore e uno stormo d'angeli eternamente in volo.
(Kahlil Gibran


La prima lezione appresa da Michelangelo gli aveva insegnato che la forza e la capacità di resistere al tempo erano insite nella pietra, non nelle braccia o negli arnesi dell'uomo. Essa era la padrona, non lo scalpellino. Se questi si metteva in testa di trattarla con prepotenza, la pietra gli opponeva resistenza e frustrava i suoi sforzi. Se egli la batteva come un contadino ignorante batte le sue bestie, il ricco e caldo e palpitante materiale diventava opaco, smorto, brutto e gli moriva sotto le mani. Di fronte ai maltrattamenti e alle imprecazioni, alla fretta e all'antipatia, la pietra chiudeva in un duro involucro la sua morbida natura intima. All'affetto invece si abbandonava docilmente, diventando perfino più luminosa e sfavillante, acquistando forme fluide e armoniose. 
(Il tormento e l'estasi - I. Stone)


Sai, a dormire accanto a delle persone così stressate, regolando il mio respiro su quello del loro sonno, forse finisco con l'assorbire tutto il buio che hanno dentro. A volte, mentre mi dico che non mi devo addormentare, mi capita di appisolarmi leggermente e di fare dei sogni paurosi, surreali. Sogno di essere a bordo di una nave che sta affondando, di perdere delle monete che avevo raccolto, o sogno il buio che entra dalla finestra e mi soffoca... Mi sveglio col cuore in gola, spaventata. Si, ho proprio paura. E guardando la persona che dorme accanto a me, penso: Ma certo, quello che ho appena visto è il suo paesaggio mentale. E se penso a che visione desolata, dolorosa, brutale, quella persona porta dentro..ho paura.
(Sonno profondo - B. Yoshimoto)


L'amore è come un albero, nasce da sè, mette profonde radici in tutto il nostro essere e spesso continua a verdeggiare su un cuore in rovina. E quel che è ancor più inspiegabile è che più quella passione è cieca, più è tenace. Essa non è mai più solida di quando non ha in sè alcuna ragione.
(Notre-Dame de Paris - V. Hugo)

Per il travolgente, rovinoso desiderio di raggiungere la perfezione. Ma che cos'è la perfezione? E' il punto di fuga di una strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi, è l'ultimo piolo di una scala circolare. La perfezione, vede, ha a che fare con l'infinito, ma l'infinito non è solo l'infinitamente grande. C'è anche l'indefinitivamente piccolo. La perfezione può richiamare l'idea di movimento, ma anche l'idea di rallentamento. La ricerca della perfezione procede con un ritmo che rallenta all'infinito. E' una progressione continua che tuttavia si riduce a mano a mano che si avvicina la meta.
(Canone inverso - P. Maurensig)

Allora ci troviamo nel futuro, ci domandiamo noi, che però abbiamo già visto dei film che ne trattano, e libri pure. Si, questa è la formula comune per spiegare qualcosa tipo quello che sembra essere successo qui, il futuro, diciamo noi, e tiriamo un sospiro di sollievo, ormai ci abbiamo messo il cartellino, l'etichetta, ma, a nostro parere, ci capiremmo meglio se lo definissimo altro presente, perchè la terra è la stessa, sì, ma i suoi presenti continuano a variare, alcuni sono presenti passati, altri presenti a venire, è semplice, lo capirà chiunque.
(Caino - José Saramago